A titolo informativo, vi allego il comunicato ufficiale dell’Aiel (Associazione Italiana Energie Agroforestali) sulla variazione dell’IVA sul pellet dal 10% al 22%, con decorrenza dal 1° gennaio 2015.

 

 

 

AIEL Associazione Italiana Energie Agroforestali Sede legale: Via M. Fortuny n° 20 I-00196 ROMA Sede operativa: V.le Dell’Università, 14 – 35020 Legnaro (PD) P. IVA: 07091431002 Cod. fisc. 97227960586

 

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IVA SUL PELLET AL 22% DA GENNAIO 2015 FACCIAMO IL PUNTO

 

Legnaro (PD), 23 dicembre 2014.

La conclusione d’anno arriva con un colpo basso per il nostro settore. L’aumento dell’IVA sul pellet è un fatto grave che si accompagna ad una congiuntura generale tutt’altro che favorevole che ci mette di fronte alla necessità di una valutazione attenta e oggettiva.

In primo luogo è utile fare il quadro dei fatti e dare un’informazione dettagliata della situazione attuale.

 

La legge di stabilità altro non è che la legge finanziaria per il prossimo 2015, composta da un solo articolo e suddivisa in 755 commi. La manovra vale nel complesso circa 32 miliardi e contiene una riduzione di tasse di 18 miliardi.

 

L’iter del provvedimento è iniziato con un disegno di legge del Consiglio dei Ministri, sottoposto all’approvazione della Camera dei Deputati. In tale sede, come di consueto per questo tipo di atti legislativi, i singoli parlamentari hanno presentato migliaia di emendamenti con lo scopo di introdurre modifiche al testo del Governo. Un paio di questi emendamenti aveva l’obiettivo di aumentare l’IVA dal 10 al 22% con lo scopo dichiarato di utilizzare il gettito che si sarebbe ottenuto per confermare le agevolazioni su gasolio e GPL in precedenza concesse per le zone montane e altre aree svantaggiate.

 

Appare del tutto evidente il doppio l’interesse della lobby dei carburanti fossili a mantenere i benefici a discapito del pellet e a colmare e/o limitare il vantaggio sul mercato per quest’ultimo.

 

La nostra associazione si è immediatamente attivata utilizzando la propria rete di contatti istituzionali e politici per evidenziare l’iniquità e la mancanza di presupposti oggettivi della proposta. Nell’esame della Commissione Bilancio della Camera questi emendamenti sono stati bocciati e il testo che è stato quindi sottoposto e poi approvato con voto di fiducia all’aula della Camera non conteneva alcun riferimento all’aumento dell’IVA sul pellet.

 

Temevamo, come poi è accaduto, che anche al Senato, dove sono stati presentati 3.800 emendamenti alla proposta di legge di stabilità, si potesse ripetere lo stesso tentativo. Due senatori, uno di maggioranza e uno di opposizione, hanno presentato un emendamento con la finalità di aumentare l’IVA sul pellet. Anche in questo caso AIEL ha impiegato i propri canali di comunicazione per riaffermare ‘irragionevolezza e far cogliere le gravi conseguenze per le famiglie, le imprese e l’ambiente che una simile scelta avrebbe provocato. La Commissione Bilancio del Senato non ha ritenuto meritevoli di approvazione entrambi gli emendamenti dei singoli senatori confermando il no all’aumento dell’IVA sul pellet.

 

Sabato 13 dicembre pomeriggio è arrivato come una doccia fredda il “blitz” del rappresentante del Governo nell’ambito della medesima commissione, con un emendamento questa vol ta a firma dallo stesso Governo. Il testo presentato di sorpresa, spiazzando un po’ tutti, prevede un gettito per il 2015 pari a 96 milioni di euro garantito dall’aumento dell’IVA sul pellet dal 10 al 22%. Nella relazione che accompagna le motivazioni della richiesta si citano come fonte i consumi di pellet ricavati dagli studi di mercato prodotti della nostra associazione per stimare il possibile introito. Ma ad aggravare la sorpresa ed il rammarico, la proposta governativa indica come destinazione delle risorse un fondo istituito per la riduzione della pressione fiscale. Nella sostanza si aumenta l’IVA di un prodotto di largo consumo per ridurre le tasse, un autentico paradosso.

 

Giunti a questa fase, la consapevolezza che sarebbe stato quasi impossibile modificare una richiesta proveniente da un esponente dell’esecutivo è stata evidente ed immediata.

 

Ciò malgrado l’impegno della associazione non ha risparmiato alcun tentativo. Il comunicato stampa emesso da Aiel congiuntamente con il coordinamento delle associazioni delle rinnovabili FREE è stato pubblicato dalle principali agenzie di stampa e da numerose testate nazionali. Abbiamo inviato a ciascuno dei 323 Senatori della Repubblica una e-mail con il nostro comunicato evidenziando che una simile scelta avrebbe penalizzato oltre due milioni di famiglie che utilizzano il pellet per contenere i costi del riscaldamento e con la richiesta di un immediato ripensamento. Appello che è stato accolto ed apprezzato da alcuni di loro che hanno espresso la volontà di contrastare una simile decisione.

 

Grazie all’iniziativa di alcuni nostri associati sono stati contattati ed hanno preso posizione in merito i governatori delle Regione Veneto e Friuli Venezia Giulia.

 

Abbiamo contattato direttamente il relatore al Senato del provvedimento il quale, pur condividendo le nostre osservazioni critiche, ci ha anche informati che l’unica possibilità per un ripensamento era nelle decisioni del rappresentante del Governo, possibilità del tutto remota e quasi impraticabile.

 

La cronaca successiva è nota. L’aula del Senato tra venerdì 19 e sabato 20 dicembre, dopo una maratona continua dalle 10 del mattino alle 7 del giorno successivo, ha votato la fiducia che il Governo ha posto sulla legge di stabilità trasformata in un unico articolo composto da 755 commi. I commi 711 e 712 prevedono l’aumento dell’IVA sul pellet al 22% e la rispettiva destinazione del gettito dei 96 milioni di euro.

 

Poiché il testo approvato al Senato ha introdotto alcune modifiche rispetto al precedente approvato dall’altro ramo del Parlamento, il testo finale è stato sottoposto ad un passaggio rapidissimo alla Camera che si è concluso nella giornata di ieri, quindi è legge dello Stato.

 

L’entrata in vigore della legge di stabilità dovrebbe quindi essere il 1 gennaio 2015. Pertanto da questa data l’aumento dell’IVA diverrà operativo.

 

Considerato il fatto che le somme previste dall’aumento dell’Iva sul pellet sono entrate a far parte del bilancio dello Stato per il 2015, l’unica concreta possibilità che avremo di far modificare questa ingiusto provvedimento sarà nel corso della discussione e approvazione della legge finanziaria 2016, che avverrà indicativamente tra i mesi di novembre e dicembre del prossimo anno.

 

L’iniziativa di AIEL in ogni caso non si fermerà, utilizzeremo ogni occasione utile per contestare fermamente questa scelta sbagliata sotto ogni profilo, che danneggia oltre due milioni di famiglie che utilizzano il pellet come concreta soluzione per risparmiare sui costi di riscaldamento, le imprese del settore e tutto l’indotto proprio nel momento in cui si cerca faticosamente di uscire dalla crisi economica, e che provoca una contrazione alla produzione di energia termica rinnovabile e quindi allontana il raggiungimento degli obiettivi europei al 2030 recentemente sottoscritti da tutti i paesi membri dell’Unione.

 

 

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